Con l’obiettivo di stimolare l’occupazione stabile e sostenere la partecipazione attiva al mercato del lavoro, il Decreto Coesione-Lavoro (DL 60/2024) introduce due importanti misure di incentivazione per i datori di lavoro privati: il Bonus Giovani e il Bonus Donne.
I decreti attuativi sono stati firmati e annunciati dal Ministero del Lavoro il 14 aprile 2025, e rendono operative due tipologie di sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato, con vantaggi concreti e facilmente accessibili, se gestiti con attenzione.
Bonus Giovani: chi può beneficiarne
Il primo incentivo è rivolto a imprese che assumono, tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, lavoratori under 35che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato. È valido anche per le trasformazioni di rapporti da determinato a indeterminato.
L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (escluso INAIL), per un massimo di 24 mesi, nei seguenti limiti:
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500 euro mensili per le assunzioni effettuate su tutto il territorio nazionale;
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650 euro mensili per le assunzioni in regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna), subordinatamente all’autorizzazione UE, disponibile dal 31 gennaio 2025.
Sono esclusi i contratti di lavoro domestico e i contratti di apprendistato, anche se trasformati in rapporti a tempo indeterminato.
Bonus Donne: focus sull’occupazione femminile
Il secondo incentivo si concentra sulle assunzioni di donne disoccupate, in particolare quelle che si trovano in condizioni di svantaggio. Il datore di lavoro può beneficiare dell’esonero contributivo del 100% (sempre con esclusione dell’INAIL) per un massimo di 24 mesi, nei seguenti casi:
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Donne disoccupate da almeno 6 mesi e residenti nelle regioni della ZES unica;
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Donne disoccupate da almeno 6 mesi e impiegate in settori o professioni svantaggiati;
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Donne disoccupate da almeno 24 mesi, a prescindere dalla residenza.
L’importo massimo dell’incentivo è pari a 650 euro mensili per ogni lavoratrice assunta.
Attenzione all’incremento occupazionale
In entrambi i casi, affinché l’incentivo sia riconosciuto, è necessario che l’assunzione generi un incremento occupazionale netto.
Tale incremento va calcolato mensilmente rispetto alla media dei lavoratori in forza nei 12 mesi precedenti. Questo requisito è fondamentale per non perdere il beneficio o incorrere in revoche da parte dell’INPS.
Condizioni di compatibilità e revoca
È importante sottolineare che l’incentivo non può essere fruito se, nei sei mesi precedenti all’assunzione, il datore di lavoro ha effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva.
Inoltre, se nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata viene effettuato un licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, o se viene licenziato un lavoratore con la stessa qualifica, l’incentivo sarà revocato e il beneficio già fruito sarà recuperato.
Quando è operativo?
L’incentivo base da 500 euro mensili per i giovani under 35 e le donne disoccupate da almeno 24 mesi è già valido per le assunzioni effettuate dal 1° settembre 2024.
L’incentivo maggiorato a 650 euro sarà operativo solo dopo l’autorizzazione UE, ottenuta il 31 gennaio 2025.
Conclusioni e supporto operativo
Le nuove agevolazioni rappresentano un’opportunità concreta per favorire l’inserimento stabile di giovani e donne nel mercato del lavoro, soprattutto nel Sud Italia. Per accedere correttamente agli incentivi, è fondamentale rispettare le condizioni previste e monitorare attentamente l’incremento occupazionale netto.
Lo Studio F&L Partners è già operativo nel fornire assistenza a imprese e professionisti, sia nella verifica dei requisiti, sia nella predisposizione delle pratiche telematiche e nel dialogo con gli enti previdenziali.





