Nel percorso di digitalizzazione dei rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione, entra in vigore un nuovo adempimento che riguarda direttamente gli amministratori delle società. A partire dal 2025, infatti, tutte le imprese sono obbligate a comunicare al Registro delle Imprese il domicilio digitale (PEC) dei propri amministratori.
Si tratta di una novità che si inserisce in una logica di maggiore trasparenza e tracciabilità delle comunicazioni ufficiali, destinata ad avere un impatto concreto sulla gestione societaria e sugli obblighi formali connessi.

Una PEC per ogni amministratore

L’obbligo, chiarito dal Ministero delle Imprese attraverso una circolare esplicativa, impone che ogni amministratore disponga di un proprio indirizzo PEC personale e che questo venga ufficialmente registrato nel sistema camerale.

In passato, la comunicazione del domicilio digitale era riferita alla società nel suo complesso. Con questa nuova disposizione, invece, si punta ad avere un canale diretto, tracciabile e personale per ciascun amministratore, facilitando le notifiche e la comunicazione con la Pubblica Amministrazione.

Quali sono le tempistiche?

Le scadenze variano a seconda che si tratti di un’impresa già costituita o di nuova costituzione.

  • Per le imprese costituite dal 1° gennaio 2025 in poi, l’obbligo dovrà essere assolto contestualmente alla domanda di iscrizione al Registro delle Imprese.

  • Per le imprese già esistenti, la comunicazione della PEC dell’amministratore dovrà essere effettuata:

    • in occasione della nomina o rinnovo di un amministratore;

    • oppure con la nomina di un liquidatore;

    • in ogni caso, entro e non oltre il 30 giugno 2025.

Cosa succede in caso di inadempimento?

Al momento non è stata indicata una sanzione specifica per il mancato rispetto di questo obbligo. Tuttavia, è lecito ipotizzare che, in assenza di adempimento, possano trovare applicazione le sanzioni generali previste per le omissioni o i ritardi nella comunicazione di dati al Registro delle Imprese.

Oltre al rischio sanzionatorio, però, va considerato anche l’aspetto operativo: la mancata registrazione della PEC dell’amministratore può rendere più difficoltose o ritardare comunicazioni ufficiali da parte delle autorità pubbliche, con possibili ripercussioni sulla tempestività e validità degli atti.

Cosa fare ora?

Il nostro consiglio per le imprese è di non attendere l’ultimo momento. È utile fin da subito:

  • Verificare che ogni amministratore disponga di un indirizzo PEC attivo e funzionante (personale e non aziendale).

  • Contattare lo Studio per organizzare la registrazione e predisporre la relativa pratica telematica.

Questa attività, sebbene possa sembrare un mero adempimento formale, rappresenta in realtà un passaggio chiave nel percorso di digitalizzazione e responsabilizzazione degli organi societari.

Come possiamo aiutarti

Lo Studio F&L Partners è a disposizione per accompagnare i propri clienti in ogni fase del processo: dalla verifica della conformità degli indirizzi PEC già in uso, fino alla predisposizione e trasmissione delle comunicazioni al Registro delle Imprese.